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Prezzatrice: la guida completa per prezzatrici, etichette e tamponi

Prezzatrice

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Prezzatrice

Cos’è una prezzatrice? Di cosa stiamo parlando?

Molto spesso, quando mi chiedono cosa vende principalmente Armaringross, le persone non capiscono subito di primo acchito che cos’è la prezzatrice. Quindi inizio a spiegare che si tratta di quell’aggeggio manuale che si vede nei supermercati in mano ai commessi e alle commesse che applicano le etichette con i prezzi della merce in vendita.

La prezzatrice infatti è lo strumento che “fa dei prezzi”: cioè stampa su delle etichette adesive che possono essere di diverse dimensioni i prezzi dei prodotti. Tramite il tampone inchiostratore, la prezzatrice trasferisce la stampa del prezzo impostato, semplicemente esercitando una leggera pressione sull’impugnatura che, grazie a questo meccanismo, fa fuoriuscire gradatamente l’etichetta stampata che verrà facilmente applicata sulla merce in vendita.

La storia delle prezzatrici

La prezzatrice è strettamente legata all’etichetta adesiva, che già nell’antico Egitto, sotto forma di rudimentale materiale tra il papiro e la carta, veniva applicata sui muri per pubblicizzare prezzi e prodotti degli antichi mercati di allora. In un epoca un po più recente, verso la fine del 1800, in Europa si registrano le prime etichette in carta colorata, che a mano, con l’aiuto di pasta in gomma, venivano applicate su casse che contenevano differenti prodotti alimentari in vendita.

Agli inizi del ‘900, la prima vera e propria carta adesiva, si può ritenere fosse quella utilizzata per i francobolli. Umidificandone il retro con una semplice spugnetta bagnata o addirittura leccandoli, la pasta di gomma spalmata sul retro, diventava adesiva. Una volta che la pasta diventava nuovamente secca, rimaneva applicata aderendo alla perfezione sulla corrispondenza in partenza dagli uffici postali.

E’ nel 1935 che un certo signor Stanton Avery dell’Oklahoma, inventò la prima macchina per applicare le sue etichette colorate e non, dando vita così alla Avery Dennison Corporation.

Negli anni ’50 si vedono già dei filmati in cui le commesse dei supermercati americani utilizzano queste prezzatrici, mentre qui in Europa si fa sempre più largo una grande azienda tedesca che darà vita alle tecnologiche prezzatrici METO.

In Italia possiamo vantare di ottime aziende che producono prezzatrici indicate ai più svariati scopi commerciali. Prodotti di alto livello e precisione, che danno sempre la possibilità di ricevere una valida assistenza tecnica in caso di necessità.

Armaringross dal 1984 è leader nella vendita e l’assistenza tecnica su tutte le marche di prezzatrici in commercio, rispondendo alle più svariate richieste ed esigenze che la sua clientela necessita. 

Si dice “prezzatrice” o “etichettatrice”?

Bella domanda!! Anche questo quesito mi viene posto molto spesso, anche perché chi mi pone questa domanda pensa che entrambe le parole portino allo stesso risultato.. ma non è così.

La prezzatrice serve per mettere i prezzi sulla merce in vendita cioè componendo il numero del prezzo che si vuole indicare. In alcuni casi e con le dovute modifiche, una prezzatrice potrebbe diventare anche etichettatrice, cioè potrebbe ad esempio etichettare dei prodotti in serie!

L’etichettatrice a differenza della prezzatrice, serve ad “etichettare” della merce, quindi non necessariamente stampa dei prezzi sulle sue etichette ma ad esempio dei codici. Solitamente l’etichettatrice ha anche delle posizioni di stampa fisse ed altre che sono progressive, proprio per svolgere la funzione di etichettare in modo sequenziale dei prodotti (ad esempio viene impiegata da chi produce capi di abbigliamento o calzature in modo seriale). Un etichettatrice, proprio per questi limiti NON potrà mai diventare o fare il lavoro di una prezzatrice.

Le componenti delle prezzatrici

Principalmente la prezzatrice è composta da alcuni componenti che saltano subito all’occhio, come le fiancate, il copri-rotolo e il porta-tampone. In realtà però, la macchina è molto più complessa di quanto si possa pensare. L’ingranaggio al suo interno è come quello di un orologio di precisione e anche la più piccola vite o molla, serve affinché la stampa risulti centrata e bilanciata sull’etichetta che vogliamo prezzare.

Per una prezzatrice a 1 linea si possono contare anche 60 componenti, fino ad arrivare agli oltre 150/180 di una a tre linee di stampa. Solo un tecnico preparato come l’ingegnere che le ha progettate, è in grado di effettuare modifiche e assistenza tecnica.

Perchè le prezzatrici necessitano di manutenzione

Di che materiale stiamo parlando? E quale manutenzione?

Procedendo con ordine, andiamo alla scoperta dei materiali utilizzati per la produzione di una prezzatrice. La struttura portante è in solido ABS, molto resistente agli urti e viene sagomato per poterla impugnare con entrambe le mani: infatti si impugna con la sinistra quando si deve programmare il prezzo, mentre si impugna con la mano destra quando siamo pronti per prezzare speditamente le nostre merci.

Il gruppo stampa è per così dire il “motore” della prezzatrice, composto da numeri stampati su delle gommine, chiamati in gergo tecnico “cinghioli”. Questo particolare sistema studiato per comporre i prezzi, è tutt’altro che semplice come potrebbe sembrare. Se la gomma utilizzata è di scarsa qualità avremmo una stampa scadente.

Per una stampa precisa, è necessario intervenire manualmente attraverso la registrazione ed il collaudo su ogni singola prezzatrice, sarà solo il nostro tecnico che ottimizzerà al meglio il risultato di stampa operando esattamente come un preciso orologiaio.

Le manopoline poste sul lato sinistro della macchina hanno una forma ergonomica che permette il facile utilizzo nell’impostazione dei cinghioli, scorrono su alberini – selettori che operano contemporaneamente per l’allineamento della stampa e la selezione del numero prescelto, a scatto.

Come si suddividono le prezzatrici

In base alle vostre esigenze, sicuramente c’è una prezzatrice che farà per voi. Se la necessità è quella di mettere un singolo prezzo sul prodotto in vendita, sarà sufficiente una prezzatrice a 1 linea di stampa, con 6, 8 o 10 cifre disponibili incluso il simbolo €.

Se invece vi serve una macchina che vi permetta di inserire sull’articolo di vostra produzione il numero di Lotto e la Data di scadenza, come indicato per legge, allora una prezzatrice a 2 linee di stampa è quella che fa al caso vostro. La linea superiore sarà composta da 10 cifre che possono essere numeriche o alfanumeriche. Con i soli numeri indicherete il vostro Lotto, mentre se avete optato per l’alfanumerica, potrete creare anche codici personali dove ad ogni lettera corrisponderà un numero che a voi indica qualcosa di ben preciso (ad esempio: costo delle merce, ditta fornitrice ecc.) ma che il cliente finale non riuscirà a decifrare mai. La linea inferiore invece, avrà a seconda dei casi 8 o 10 cifre numeriche: con la versione da 8 cifre creerete solo il prezzo di vendita, mentre le 10 vi permettono di creare una data completa e leggibile dall’utente finale, per esempio: 26.10.2018 !

Le prezzatrici a 3 linee di stampa, sono molto più complesse, dei veri e propri gioielli manuali che semplificano il lavoro con una semplice pressione della mano! Con queste macchine si possono creare svariati codici alfanumerici addirittura su 2 righe di stampa, più la terza per il prezzo. Sono macchine molto robuste utilizzate per lo più da grosse industrie alimentari o nel caso di produzioni di lotti consistenti.

Prezzatrici 1 Linea (42)

Prezzatrici 2 Linee (37)

Prezzatrici 3 Linee (9)

Le marche di prezzatrici più note

In commercio troviamo prezzatrici che forse al primo colpo d’occhio ci possono sembrare tutte uguali, pensando erroneamente che una marca vale l’altra: ma non è esattamente così. Una marca tra le più blasonate e tra le prime in commercio, è senz’altro la Meto, di fabbricazione tedesca. Come ben sappiamo i prodotti tedeschi hanno pochissimi difetti ma sono anche tra i più costosi. Chi acquista una Meto, si trova in mano una prezzatrice robustissima e duratura, ma allo stesso tempo avrà speso quasi una follia se la paragoniamo alle altre pari di gamma.

Sempre agli albori, c’era anche la Tovel, etichettatrice e non prezzatrice, dedicata ai confezionisti, in quanto si tratta di etichettatrici progressive che permettono l’avanzamento dei numeri in automatico delle ultime 1 – 2 linee di stampa. Questa casa però ha chiuso i battenti e produce queste etichettatrici solo su ordinazione.

Sicuramente le Top di Gamma attualmente in commercio, sono le prezzatrici BLITZ e METEOR . Interamente prodotte in Italia, hanno successo da anni in tutto il mondo. Affidabili e robuste, permettono l’assistenza tecnica nel 99% dei casi. Entrambe le case produttrici offrono svariati modelli di prezzatrici con ampia scelta di budget in modo da accontentare tutti gli interessati e tutte le tasche.

Le più economiche che molto si avvicinano ad un “usa e getta” sono sicuramente le prezzatrici di fatturazione cinese: MX 5500 . Al primo piccolo problema di malfunzionamento, non resta che buttarla e comprarne un altra!

A tal proposito il proverbio recita: chi meno spende più spende!!

Come scegliere la prezzatrice più adatta alle tue esigenze

Seguendo questo articolo dove abbiamo cercato di fornire più informazioni possibili sulle prezzatrici, sicuramente non sarà difficile individuare la prezzatrice che fa per voi. Naturalmente io consiglio di tener presente anche di dove dovrete applicare l’etichetta con il prezzo / codice / lotto , così da poter scegliere quella della giusta dimensione. Individuato questo particolare, allora subito dopo potrete pensare alla macchina giusta che potrebbe stampare la vostra etichetta.

Per esempio, se un farmacista deve applicare l’etichetta con il prezzo sulle scatole dei farmaci, ovviamente ci vorrà un etichetta davvero molto piccola e poco invadente. Un formato di etichetta così piccolo potrebbe essere addirittura un mm 22×9 che potrebbe essere applicata sul bordo della confezione! In questo caso quindi, la prezzatrice giusta sarà la Pharma 8/9 che stampa addirittura 8 cifre su dimensioni così piccole.

In ogni caso e per qualsiasi dubbio, saremo sempre lieti di consigliarvi la soluzione giusta alle vostre esigenze: con circa 35 anni di esperienza alle spalle, troveremo sicuramente la combinazione giusta per voi! 

Etichette per prezzatrici

Come si suddividono le etichette per prezzatrici: quale formato è quello giusto?

Le etichette si possono suddividere per lo più in 2 categorie: etichette sagomate ed etichette rettangolari. La forma infatti è quella che si abbina al trascinamento delle prezzatrice e che permetterà una stampa ottimale. Solitamente per le dimensioni piccole, la più classica è la mm 26×12 che è sempre sagomata. La stampa risulta ben leggibile ed estesa, addirittura in alcuni casi riusciamo a scrivere fino 10 cifre!

Se invece ci orientiamo su macchine di fatturazione orientale, molto comunemente il formato è anche più piccolo e la sagoma è rettangolare (per es. f.to mm 21×12). La stampa però risulterà più sottile e schiacciata.

Su un formato più grande, come il mm 26×16 abbiamo la possibilità di avere le etichette sia rettangolari che sagomate. Ma se dobbiamo scrivere il numero di Lotto e la scadenza è vivamente consigliato il formato rettangolare perché altrimenti con il sagomato, la stampa potrebbe uscire fuori dai bordi e risultare incompleta: meglio farsi consigliare bene allora!

Che tipi di collanti utilizzano le etichette per prezzatrici

Molte volte sembra che acquistare le etichette per la vostra prezzatrice sia cosa semplice, ma il supporto adesivo ci potrebbe trarre in inganno!

Allora che differenza c’è tra un adesivo ed un altro? Il nome descrive già quello che cerchiamo: se vogliamo che l’etichetta rimanga bella fissata sulla superficie del nostro prodotto, sicuramente ci servirà un adesivo permanente (B3). Questo adesivo in genere è quello standard comunemente in commercio.

Se invece dobbiamo applicare il prezzo su un prodotto che dobbiamo poi incartare per confezionare un regalo e vogliamo che la confezione non si rovini mentre togliamo l’etichetta del prezzo, il nostro adesivo sarà un adesivo removibile (B1). In genere queste etichette si utilizzano in profumeria o tabaccheria. Questa proprietà dell’adesivo lo rende più costoso del permanente, soprattutto perché esistono svariati tipi di removibile più o meno pregiati che rivelano nel tempo più o meno duraturi una volta applicati.

L’ultimo tipo di adesivo che è anche quello un po meno comune ma allo stesso tempo è anche quello più caro, è l’adesivo per surgelati (B4). Questo prodotto resiste come si può ben immaginare, alle basse temperature dei frigoriferi. E’ prettamente consigliato, di questi tempi, ai ristoratori che devono applicare la data di produzione e di scadenza sulle pietanze che poi vengono riposte nei frigoriferi. In caso di controllo delle Autorità competenti, l’etichetta dovrà risultare ben salda alla vaschetta contenente il cibo.

Come scegliere le etichette adatte alle tue esigenze: utilizziamo le pre-stampe e i colori

Esistono svariate prestampe sulle etichette, che si rivelano molto utili per completare al meglio, il lavoro che stiamo facendo con la nostra prezzatrice.

In questo articolo, abbiamo spesso parlato di Lotto e di Scadenze, ecco, un esempio di prestampa è proprio questo: le etichette prestampate hanno già la prestampa con scritto Lotto (nella linea superiore) + lo spazio dove inserire il numero del Lotto e la dicitura “da cons.pref.entro il” solitamente posizionata al centro dell’etichetta, dove poi subito sotto possiamo scrivere la data di scadenza.

Altre prestampe possono essere anche personalizzate, con diciture a vostro piacere oppure con il nome del vostro negozio stampato in alto, questo potrebbe rivelarsi utile, per ambulanti o negozi che vendendo lo stesso articolo, non si vedano costretti a sostituire un prodotto venduto da un loro concorrente a fianco e che l’acquirente è invece convinto di aver comprato da voi!!

Altro optional che può differenziare l’acquisto di etichette, è il colore di fondo della carta. Solitamente per alimenti, farmacie, gioiellerie e negozi di questo genere, si preferisce il fondo bianco. Molto sobrio e discreto quando si vede l’etichetta applicata sui generi trattati da questi negozi.

Invece se si vuole evidenziare al massimo il vostro prezzo, magari per fare un offerta e attirare l’attenzione dell’acquirente, la soluzione ottimale sarà acquistare etichette Fluorescenti! Disponibili in vari colori come: giallo, verde, arancio, fucsia e rosso, sono allegre e sicuramente d’effetto. Indicate nei Bazar, mercati rionali e per qualsiasi prodotto in Offerta!

Quali etichette scegliere per la propria prezzatrice?

Come dicevo all’inizio, i formati delle etichette sono davvero molto svariati e studiati per ogni esigenza. Partiamo addirittura da un formato minuscolo come il 18×11 mm fino ad arrivare all’imponente 37×36 !

Noi come azienda utilizziamo solo etichette prodotte in Italia, con supporto adesivo garantito. Riusciamo quindi a garantire un prodotto davvero ottimo con un buon rapporto qualità/prezzo.

Le carte con fondi fluorescenti, sono di un fluorescente acceso, che non sbiadisce precocemente se a contatto diretto con i raggi UV, mentre il colore bianco è un bianco limpido e luminoso che non sembra un “grigio”.

I supporti adesivi, sono il comune adesivo permanente, che permette all’etichetta di rimanere ben attaccata alla superficie piana dove viene applicata. L’adesivo removibile invece è consigliato per tutti quei negozi che devono confezionare la loro merce, creando dei pacchetti regalo, ed hanno l’esigenza di rimuovere facilmente l’etichetta. Per ultimo l’adesivo per surgelati che come si capisce dalla parola stessa, viene utilizzato per etichette che vanno applicate sui prodotti all’interno di un banco frigo.

Le etichette inoltre possono avere anche già una pre-stampa che potrebbe essere il nome del vostro negozio, come invece la parola per esteso che fa riferimento al numero di LOTTO con sotto la DATA DI SCADENZA da preferire per quel tal prodotto alimentare.

I formati più comuni sono il 26×12 indicato per le prezzatrici a 1 riga di stampa e il 26×16 rettangolare o sagomato, indicato per prezzatrici con 2 righe di stampa.

Se ci fermiamo un attimo a pensare, sembra impossibile che con un attrezzo che costa così poco come la prezzatrice, sia possibile eseguire così tante mansioni, fino a diventare un amico insostituibile del nostro lavoro !!

Tamponi per prezzatrici

Per ultimo, ma non meno importante, il tampone inchiostratore è un cilindro di spugna imbevuta di inchiostro, che non appena avverte la pressione esercitata per produrre la stampa sull’etichetta, rilascerà (esattamente come un timbro) l’inchiostro sui cinghioli dando vita al nostro prezzo.

ATTENZIONE però ogni prezzatrice supporta il suo tampone e non quello di altri modelli o di altre marche. Inoltre non è MAI consigliabile, versare inchiostro liquido sopra ad un tampone vecchio per tentare di proseguire con la stampa. Se il tampone inizia ad essere esaurito, va semplicemente sostituito con uno nuovo.

Per sostituire il tampone inchiostratore basta sollevare verso l’alto la parte frontale della prezzatrice (il porta tampone appunto) munendosi di guanti monouso, con calma si toglie dalla sede il tampone vecchio e si inserisce quello nuovo. Solo nel caso di un modello di prezzatrice della Prix Italia, il tampone è incluso in una nicchia e viene sostituito lateralmente.

I tamponi sono contenuti all’interno di Blister ben sigillati, oppure all’interno di appositi barattolini neri, che lo proteggono da eventuali danneggiamenti. Se ben conservato, la sua durata è sicuramente molto lunga, anche 1 anno o più.

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